Epiphanies

L’ultimo lavoro del gruppo ferrario freres attua un passaggio a media d’arte più innovativo che supera il limite dell’opera installata in sito e privilegia l’evento tenendo come fine estetico la costante che ha contraddistinto il gruppo negli ultimi anni: la fotografia come arte di trasduzione verso i mondi nascosti dietro l’ordine descrittivo del reale.
Le presenze sono partite dal caos multiforme per approdare, passando dalle visioni inumane di O.A., all’apparizione in cui la folla si rispechia nel desiderio di superare per un attimo la contingenza del quotidiano che struttura la poetica di questo nuovo lavoro.
Esso prende forma di un happening organizzato tramite mailing rivolto agli internauti disponibili a muoversi per un evento in forma di presenza in un luogo convenuto.
La presenza prevede il possesso di elementi formali unificanti: vestiti, oggetti, acconciature, colore della pelle, etc.etc..
La finalità di questa presenza ha un tema che si sostanzierà in un’apparizione, la moltitudine, l’uomo-massa-rete si rispecchierà come vera icona nell’apparizione che è fotografia dell’evento.
Il dato descrittivo del reale rimane la fotografia quale documentario rivolto alla descrizione della personificazione in cui è condensata l’ansia della moltitudine; epifania che si irradia come simulacro della folla.
Materiali : stampe digitali delta in strutture in plexiglas, policarbonato e acciaio
Happening: luogo da definire

“Il lavoro di cui mi occupo ha dei punti di tangenza con l’arte essendo io un ricercatore agrègè di paleontologia. Le forme e i colori, quando ne conservano nei manufatti ritrovati, le prospezioni aeree che evidenziano la presenza di tracciati d’opere antropiche ormai seppellite a volte sembrano essere documentazioni di Land Art che ho visto in qualche museo nel tempo libero o il plagio di enigmatici crop circles.
Lo stesso, mi fa specie, che mi venga richiesto un parere su un evento artistico di cui , mio malgrado, sono stato testimone.
Un sito nello Jura elvetico, nota terra di faglie e di ripiegamenti di Fleysch e verrucani, immerso nella quadratura dei resti di un accampamento del Riss-Wùrm una facies d’estremo interesse perchè clivage fra l’isotopico 5 e l’isotopico 6 a poco a poco il sito si è riempito di una folla completamente estranea al posto nè pastori. Nè montanari, nè appartenenti alla squadra di scavo.
Erano lì per un evento che ha preso forma in un uomo in cima a un costone prospiciente il sito.
Nel silenzio sopraggiunto all’improvviso quest’uomo ha levato le braccia al cielo, ha fissato la folla e questa ha avuto un attimo di empatia durato fino alla sua sparizione.
La sera tutto era tornato al silenzio di sempre e alla solitudine del lavoro.
Ho ricordato con emozione la prima lezione di etnopantologia col docente tutto concentrato su un raduno sacrale di uomini del gravettiano sotto uno spuntone di roccia in cui poco era scienza…il resto arte da raccontare.
Chieng Li Mu Barda
University of Manchester